La CNIL – Commission Nationale de l’Informatique et des Libertés risponde alle numerose richieste da parte di associazioni e società sportive che si interrogano sulla raccolta dei dati relativi alla salute degli atleti, allenatori, e arbitri, per verificare la comparsa dei sintomi da #Covid-19.
In linea di principio e ai sensi dell’art. 9.1 del #GDPR, il trattamento di dati sanitari è vietato.
Nell’ambito del Covid-19, i dati sanitari possono, in via eccezionale, essere trattati dalle strutture sportive se si trovano in una delle seguente ipotesi:
1. Le strutture ottengono prima della raccolta dei dati sanitari, il consenso degli interessati (atleti, allenatori, arbitri ecc.);
2. La raccolta dei dati sanitari è giustificata da motivi di rilevante interesse pubblico (es. disposizioni ministeriali o protocolli Federazioni Sportive Nazionali)
A meno che non si possa ottenere il consenso (atleti, allenatori, arbitri, ecc.)o che regolamenti sportivi dedicati disciplinino la raccolta dei dati sanitari la struttura sportiva non può:
-conservare dati misurazione della temperatura corporea;
-decidere di eseguire test sierologici/tamponi prima dell’organizzazione di eventi sportivi;
-richiedere all’atleta di produrre un certificato medico in caso di assenza dell’atleta dall’allenamento.

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